Cosa sono i prestiti cambializzati

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I prestiti cambializzati sono una forma di finanziamento che ha attraversato varie fasi nel corso del tempo. Un tempo erano molto utilizzati, poi sono caduti in disuso – anche con l’ingresso di nuove formule – per poi rientrare di nuovo in auge, forse dovuto, in alcuni casi, anche alla crisi che sta attanagliando le famiglie italiane.

Come puoi intuire dalla parola, sono dei finanziamenti in cui vengono firmati dei particolari documenti, definiti ‘cambiali’, in cui si dà il permesso alla banca di rifarsi sul patrimonio del richiedente il prestito.

Hanno un valore esecutivo e, quindi, in caso di inadempiente danno il permesso automatico alla banca, o all’ente di credito, di rifarsi su un qualsiasi bene che è in possesso della persona che, in questo caso, è inadempiente. 

Anche se non via del tutto legale, ma sicuramente dal punto di vista sostanziale è così, le cambiali hanno anche un valore di ricevuta di pagamento. Infatti, nel momento in cui comincia il prestito, vengono firmate e consegnate alla banca. Quest’ultima le riconsegnerà alla persona solo quando verrà saldato tutto il prestito. 

Sono praticamente usate come una spada di Damocle per tutta la durata delle rate. In casi simili, il prestito può dirsi completamente saldato solo quando la persona ha in mano di nuovo tutte le cambiali.

Ovviamente, questa formula di prestito è da usare con le pinze ed è rivolto a una particolare categoria di cittadini. Quelle persone che non hanno delle garanzie da offrire e devono assolutamente avere quei soldi per affrontare una spesa imprevista. Non è però detto che la cambiale significhi automaticamente avere una risposta positiva dall’ente che dovrà erogarti il prestito. Infatti, ciò dipende anche dalla situazione economica con cui ti presenti e, soprattutto, dal valore dell’oggetto su cui fai l’ipoteca.

Ad esempio, se chiedi 30mila euro, non puoi certamente fare delle cambiali su una macchina che ne vale 10mila. Molte volte, alcune banche sono molto esigenti su questo e tra le ipoteche richieste ci sono quelle relative all’immobile. Anche per un motivo simile, è importante maneggiare con cura questa possibilità che viene offerta.

L’istruttoria per l’accesso al credito, qualunque sia il bene che ipotechi, deve comunque partire regolarmente e dovrai offrire tutti i documenti richiesti. Da quelli classici – come il codice fiscale e la carta di identità – a quelli più ‘economici’, come la busta paga se sei un lavoratore dipendente o il modello unico che sei un autonomo.

Il prestito cambializzato può essere fatto da privati. Le condizioni sono le stesse rispetto a quello che si potrebbe fare in banca, con l’unica differenza che non c’è un ente ‘terzo’ (la banca o l’ente creditore, appunto) ed è una questione che devono risolvere direttamente il creditore e il debitore.

Insomma, il prestito cambializzato può essere utilizzato come ultima chance, oppure proprio se non hai né un garante né un contratto di lavoro da poter presentare. Anche perché, una volta che la banca ha preso possesso del bene che hai ‘cambializzato’, è difficile poi tornare indietro.